Vi siete mai soffermati un attimo a pensare come mai è stata scelta la data del 25 novembre per commemorare la “Giornata internazionale contro la violenza sulle Donne”?

Quella che segue è la storia a grandi linee delle sorelle Mirabal della Repubblica Dominicana: Aida Patria Mercedes, Maria Argentina Minerva, Antonia Maria Teresa, eroine nazionali, simbolo di resistenza e liberazione.

Le tre sorelle, assieme ai loro mariti, furono delle attiviste del “Movimento 14 giugno”, un gruppo politico clandestino dominicano che si opponeva alla dittatura di Rafael Leónidas Trujillo (al potere dal 1930 al 1961). A causa della loro militanza, nel gennaio del 1960 furono arrestate. La loro detenzione, però, durò pochi mesi. Cosa diversa per i loro mariti, che continuarono a rimanere nella prigione di Puerto Plata. 

Il 25 novembre del ’60, Patria, Minerva e María Teresa Mirabal, mentre, stavano recandosi in carcere a far visita ai loro mariti, furono fermate dalla polizia, condotte in una piantagione di canna da zucchero, dove, su ordine di Trujillo, furono uccise crudelmente a bastonate. L’omicidio delle “3 Mariposas”, le tre farfalle, come amavano chiamarle i loro compagni di lotta, smosse le coscienze dei dominicani contro la ferocia del dittatore. 

Di lì a poco il regime finì con la sua morte.

Non a caso, Maria Mirabal rispondeva così agli inizi degli anni ’60, a coloro che la mettevano in guardia su ciò che allora sembrava un segreto aperto, il regime del presidente Trujillo l’avrebbe uccisa: 

Se mi uccidono, solleverò le braccia dalla tomba e sarò più forte di lui“.

Ogni anno, il 25 novembre si ricorda il loro sacrificio e si fa la conta delle donne uccise nei cinque continenti. La data appunto, che, scelta come Giornata internazionale contro la violenza sulle donne da un gruppo di attiviste riunite a Bogotà, nel 1981, durante l’Incontro Femminista Latinoamericano e dei Caraibi, è stata poi ufficializzata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1999.

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